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Radio Petruska · La creazione del mondo

L'origine del mondo in un quadro

Markus Zohner incontra il pittore Nando Snozzi

Quarto incontro della serie LA CREAZIONE DEL MONDO · 1:03:00 · Lugano, 19 gennaio 2016

Nando Snozzi e Markus Zohner al tavolo di registrazione di RADIO PETRUSKA, Lugano, gennaio 2016

Nando Snozzi e Markus Zohner, RADIO PETRUSKA, Lugano, gennaio 2016.

The Sense of Life
L'origine del mondo in un quadro
Nando Snozzi · 1:03:00

Sei sicuro, Nando, che non sei un angelo? Una di queste anime rare che esistono per illuminare, per far piangere, per dare fiducia, per scacciare le paure? Una di queste poche persone, che non sono neanche persone, ma esseri che amano, che amano oltre il personale, oltre il quotidiano, oltre il piccolo mondo intorno, oltre il proprio io e le sue mille riflessioni? Io sì, ne sono sicuro. Sei uno di quei pochi pochissimi esseri fuori da questo mondo… E questa è la forza, o la bellezza, o chiamala come vuoi: non ti fai catturare. Ma dipingi e pensi e parli e scrivi e ridi e non hai paura di niente e di nessuno.

Ti dico LA CREAZIONE DEL MONDO e la prima cosa che mi rispondi è: parliamo allora de «L'origine du monde» di Gustave Courbet. Olio su tela, 46 cm x 55 cm. CAZZO che bellezza. Vieni a Lugano e discorriamo un po'. De «L'origine du monde» e di tutto il resto. Ci saranno quattro o cinque amici.

— l'invito di Markus Zohner a Nando Snozzi, gennaio 2016

Come nasce un quadro? Da dove viene l'impulso? Qual è quindi l'origine e, l'origine del mondo? Un incontro per scoprire le necessità della creazione artistica. L'origine del mondo. Ragioni, ricerche, mete.

Svegliarsi di colpo da un incubo e tuffarsi dritto in un sogno per non uscirne più. È più o meno così che Nando Snozzi ha vissuto il suo cambiamento di vita: da impiegato d'ufficio a pittore a tempo pieno. Un personaggio che ha trovato tutta la sua passione e la sua creatività nella pittura, forma di espressione e di pensiero a lui più cara. «Dipingere per me è un'urgenza, facendolo capisco di esistere»: basta questa sua affermazione per capire come la pittura abbia influito sulla sua vita e sul suo modo di vederla.

Della creazione del mondo, appunto, si parla durante l'intervista, così come di altri temi: lo stile di pittura da lui espresso, conscio, inconscio e subconscio, o ancora i suoi personaggi che come una lunga catena producono un lungo flusso istintivo, ma coordinato e intelligente. Un uomo con qualcosa in più degli altri, un uomo con «un braccio e mezzo» che ha trovato la forza ed il coraggio di esprimere ciò che sente senza paura di niente e di nessuno, un essere fuori dal mondo, crepuscolare come definito da Markus Zohner o, più semplicemente, come piace a lui definirsi: un «dinosauro blindato».

La serie
LA CREAZIONE DEL MONDO | Arte, Scienza, Vita

Continuiamo ad incontrare artisti, scienziati e persone della vita culturale, per indagare insieme a loro sulle idee, sulle scoperte e sui fenomeni scientifici e sociali, sulla creazione artistica, sulla vita umana come creazione, in tutte le sue forme ed espressioni, sulla spiritualità, pensieri e utopie. Sulla creazione del mondo: Arte | Scienza | Vita.

Questo episodio è il quarto degli otto incontri radiofonici pubblici registrati dal vivo a Lugano nel gennaio 2016.

Radio Petruska →
Ospite
Ritratto di Nando Snozzi
Nando Snozzi (Bellinzona 1951 – 2026)
Pittore, performer, autore di azioni teatrali

Nando Snozzi nasce a Bellinzona il 16 novembre 1951, cresce a Monte Carasso. A vent'anni fa il contabile a Bienne. Una sera un uomo gli chiede: «E poi?». La domanda lo scardina. Lascia la professione, viaggia, incontra la cultura degli anni Settanta, entra a Brera, dove si diploma nel 1977 con una tesi su Art brut e l'arte diseredata, e poi all'Università Parigi VIII, facoltà di arti plastiche, con una tesi su Pasolini, Salò ed un segno contro…. L'Art Brut è la folgorazione: la possibilità di creare senza dover dimostrare nulla.

Dal 1981 lavora ad Arbedo, nel suo Atelier Attila — atelier, scuola di pittura e disegno, galleria. Un avamposto, un laboratorio, aperto a tutti: ha insegnato a centinaia di persone, dai ventenni ai settantenni, con un metodo essenziale: «Avanti, disegna». Ogni anno una mostra collettiva degli allievi. Dal 1995 al 2005 dirige le esposizioni I sotterranei dell'arte all'Antico Monastero delle Agostiniane di Monte Carasso; dal 2000 al 2002 insegna alla SUPSI; dal 2001 è consulente e co-curatore della Collezione Banca del Gottardo.

Il suo universo nasce da una doppia matrice, espressionista e surreale, e racconta la parabola del teatro umano: figure sgraziate, feroci, buffe, disperate, esseri umani e animali mostruosi in scenari post-atomici, in un luogo senza spazio e senza tempo, dove convivono sarcasmo, fantasia e umorismo. Lui stesso si definiva «anarco-espressionista», e diceva di dipingere «una pittura fatale». Il suo segno arranca, sale, inciampa: nessun virtuosismo, ostinazione. Un braccio paralizzato dalla nascita, e nell'altro, diceva, «ho immaginato doppia forza».

Dal miniaturistico al monumentale: murales (13 metri per 11 al centro civico di Arbedo, 1997), rotoli lunghi decine di metri (L'assurdo, I misfatti dell'anima, Segno sogno, Ipotesi per un delirio), quadri, disegni, acquerelli, sculture-pitture. E soprattutto la pittura agita dal vivo: dagli anni Ottanta performance e spettacoli in cui dipingeva accanto a musicisti e attori, in quella che chiamava una «trance ritmica» — arte, teatro e musica come espressione di una coscienza in cui «non dovrebbe sussistere arroganza di alcun genere».

Prima personale a Locarno nel 1977; poi Parigi, Losanna, La Chaux-de-Fonds, Berna, Zurigo, Olten, Lugano. Nel 1990 il Museo Cantonale d'Arte di Lugano gli dedica una personale; due Borse federali di belle arti; un'installazione alla Stazione Centrale di Zurigo per il Museo Nazionale Svizzero (1992); il Swiss Institute di New York (1997); nel 2015 la grande mostra Visidivisi al Museo Casa Rusca di Locarno. Le sue opere sono nelle collezioni del Museo Cantonale di Lugano, del Museo Villa dei Cedri di Bellinzona, della Confederazione Svizzera, del Cantone Ticino, della Banca del Gottardo, del Teatro Abeliano di Bari, del Centre Culturel ABC di La Chaux-de-Fonds.

Con la Markus Zohner Arts Company ha condiviso un lungo tratto di strada: due lunghe conversazioni radiofoniche per RADIO PETRUSKA, nel 2014 e nel gennaio 2016, e la performance Cappuccetto Infrarosso (2016), per la quale ha recitato e scritto. Non ha mai cercato riconoscimenti, e non ha mai ceduto: «né alle gallerie, né al mercato, né ai musei». Guardava con sospetto un mondo dell'arte sempre più monetizzato, e credeva che l'unica salvezza fosse restare fedeli al proprio lavoro.

È morto il 19 agosto 2026, a 74 anni, sulla spiaggia di Santa Maria Navarrese, in Sardegna, dove passava le estati.

Dall'episodio
“Un amico mi ha regalato la tromba, sono andato alla banda, poi sono tornato a casa e mio padre mi fa: dove sei stato? Sono stato alla banda del paese per imparare a suonare, ho preso la tromba, e me l'ha buttata dalla finestra. Lì è stato qualcosa che mi ha fatto male, qualcosa si è rotto.”
Nando Snozzi · 6:54
“E lui mi guarda e mi fa: ‘ma non ti sembra di buttare via la vita?’”
Nando Snozzi, sul pittore incontrato una notte a Bienne, quando faceva il contabile · 10:05
“Sono arrivato in ufficio, ho fatto vedere le due mani al capo del personale: ‘non posso più lavorare.’ E da lì me ne sono andato, e ho iniziato a dipingere quel giorno lì.”
Nando Snozzi · 10:35
“Io sono un ladro di idee, di immagini. Nel mio cervello c'è un magazzino della memoria dove ci sono gli schedari in cui metto le immagini che vedo, anche delle parole, anche delle frasi.”
Nando Snozzi · 12:45
“È un'urgenza per me dipingere, un'urgenza anche perché così esisto, capisco di esistere.”
Nando Snozzi · 13:54
“Ormai ho un braccio solo dalla nascita: nel mio braccio ho immaginato doppia forza. Quindi questa è la forza del segno.”
Nando Snozzi · 25:11
“Quasi sempre, il 98%, quello che esce non è mai quello che ho pensato, ma è sempre meglio. È sempre meglio. Difatti io non ho quasi mai buttato via un lavoro — in 40 anni che lavoro ne avrò buttato via uno, due, massimo, perché sono sempre convinto di quello che faccio.”
Nando Snozzi · 28:34
“Una volta mi hanno chiesto e ho risposto quello che mi è venuto così: per me io dipingo una pittura fatale.”
Nando Snozzi · 29:47
“Sono nato, sono caduto, come Obelix, che è caduto nella pentola della pozione magica. Io sono caduto in questa pentola che era un misto di dolore, gioia, tristezza. Ho i sentimenti di tristezza, ma li combatto. I sentimenti di dolore, resisto. Ho il sentimento di gioia, mi piace. E tutto l'insieme fa sì che comunque io sono un pessimo ottimista.”
Nando Snozzi · 53:16
“Un quadro nasce per un'urgenza di esserci, essere dentro qualcosa che non assomigli a un'apatia intellettuale e fisica. Dipingo con l'emergenza del vuoto, in costante attesa. Dipingo sull'orlo del baratro, che attende la cattura degli dei, in eterno conflitto.”
Nando Snozzi, dal suo testo letto in chiusura · 57:25
“Spero in un destino che mi sorprenda con una visione in movimento, sotto il cielo, sul mare, con fiori, ulivi e montagne, con il sole, la notte e i risvegli, nelle mie isole. Creo i miei dipinti come soste sul cammino, dove scelgo di essere di passaggio.”
Nando Snozzi, le ultime parole dell'incontro · 57:25
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Ascolta anche
Nando Snozzi, artista — C.U.T.! The Sense of Life Lugano, 2014 · 1:02:25

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