Primo libro della trilogia TOTENTANZ · Petruska Editions · 2024
Totentanz: la quarantena
Quattro voci, quaranta giorni. Un romanzo polifonico scritto in presa diretta, giorno per giorno, durante il primo lockdown Covid-19 del 2020. Con i dipinti di Christine Zohner.
Totentanz – la quarantena. Una testimonianza del potere della narrazione di fronte all'avversità.
In un mondo paralizzato da una pandemia globale, le vite di quattro personaggi si intrecciano in un esperimento artistico senza precedenti. Totentanz – la quarantena è un ritratto crudo e intimo dell'umanità in isolamento, creato in tempo reale durante quaranta giorni di reclusione, durante il lockdown imposto dai governi a causa della pandemia Covid-19.
Mentre le storie di Michele, Giorgia, Sofia e Traugott si dipanano, i lettori sono invitati a testimoniare la danza tra vita e morte, speranza e disperazione, connessione e solitudine. Questa fusione unica di scrittura teatrale improvvisata e diario quotidiano cattura l'essenza della nostra realtà mutata, offrendo uno sguardo nei mondi interiori di coloro che sono confinati dalle circostanze.
Un viaggio inquietante fra i fili invisibili che ci legano, mentre navighiamo attraverso il delicato equilibrio tra isolamento e unità, paura e resilienza. Totentanz – la quarantena non è solo un libro: è una testimonianza del potere della narrazione di fronte all'avversità.
Primavera 2020. L'Italia chiude. La Svizzera chiude. L'Europa si ferma. La compagnia si trovava a pochi giorni dalle prove generali di un altro spettacolo, Totentanz — i diari, quando arriva il lockdown. Invece di fermarsi, la compagnia ha spalancato quaranta giorni: dal 1° aprile al 10 maggio 2020, quattro personaggi hanno scritto ogni giorno diari, lettere, monologhi, foto, video. Tutto è uscito in diretta sul sito totenta.nz, nella newsletter mattutina delle 7:07, in puntate live online.
A quattro anni dal lockdown, quel progetto diventa libro: 524 pagine rilegate, in edizione limitata, con i dipinti di Christine Zohner e l'impaginazione di Edy Ceppi. Primo capitolo di una trilogia che prosegue con Totentanz — i diari (2021) e REPLIKA anno 2052 (2022).
I 170 codici QR stampati nel libro aprono a video, audio e testi supplementari: inquadri la pagina col telefono e il diario continua in voce, in immagine, in archivio. Una macchina di lettura ibrida, costruita perché il libro non fosse solo carta ma una porta sul progetto originale di totenta.nz.
Ascolta: Michele al telefono con sua madre
Ascolta: Giorgia — “Sono tornata a ridere”
Ascolta: Sofia con Caterina nella notte di Milano
Ascolta: dal supermercato al ricordo dell'incidente del 1979 — “Nel posto giusto, senza saperlo.”
Mi sento come l'Innominato dei Promessi Sposi. Ho la casa tutta per me. Solo, nel mio castello. Mamma e Amos sono andati a Teglio, ci staranno per un paio di settimane. Torneranno sicuramente con i soliti pizzoccheri del pastificio della famiglia di Amos.
Ricordo a inizio gennaio ci andammo davvero tutti e tre al castello di Bernardino Visconti, a Somasca, fortezza dell'Innominato. Io me lo immaginavo ad alta voce quel personaggio manzoniano che tanto mi affascina e condividevo con gli altri, oltre la mia canna, anche i miei pensieri su come fosse vivere a quel tempo al sicuro fra quelle mura, mentre i soldati stranieri e la peste invadevano la valle.
Oggi ci sono 34 morti e oltre 1500 casi di questo virus che ci deve osteggiare proprio all'arrivo della primavera. Specialmente in Lombardia. I Lanzichenecchi sono arrivati sul serio. Bene, allora noi ci barricheremo nel mio castello e li vedremo andarsene velocemente come sono arrivati.
I Lanzichenecchi sono arrivati sul serio. — Michele, giorno 1
Buongiorno Quaderno! Ti ricordi di me? Te ne stavi tranquillo in Liguria nella libreria all'angolo. Sono entrata per cercare dei libri e mi hai colpito per quel colore giallo intenso e così, al posto di Alvaro Mutis, sono uscita con te sottobraccio. Lei mi ha subito apostrofato: Ma non cercavi dei libri? Cosa te ne fai di un quaderno alla tua età? Non lo so mamma, mi piaceva il colore. Un giorno verrà buono.
Oggi l'ho vista e mi si è stretto il cuore. Mi avevano chiesto tempo fa se ero d'accordo di provare con la terapia della bambola, che spesso aiuta i casi molto aggressivi a calmarsi. Ho acconsentito anche se mi sembrava una cosa orribile far giocare alla bambola una signora di 80 anni. L'ho vista stringere con dolcezza quella cosa inanimata dai grandi occhi, quasi sproporzionati. Non credevo a un tale repentino cambiamento. E mentre pensavo che non mi aveva mai abbracciata a quel modo lei ha sussurrato un nome: Gustavo. Ho sentito gli occhi riempirsi di lacrime. Quel nome sarà l'unico che non dimenticherà. O l'ultimo che dimenticherà. Il suo maschio che non ha mai avuto.
Sarai l'unico testimone muto dei fatti che mi hanno portato fin qui, oggi. — Giorgia, giorno 1 (al quaderno giallo)
Ebbene caro diario... Sono ancora a Milano. Sto aspettando che arrivino le ceneri di Papà e poi torno a Parma. Ieri mi ha chiamata l'amministrazione dell'ospedale dicendomi che la cremazione è stata avviata. Mi hanno chiesto se voglio un'urna classica in legno, disponibile nei colori bianco o marrone mogano, o se voglio approfittare dell'offerta sulle urne in stile Impero Asiatico in ceramica. Ho chiesto se l'offerta sulle urne stile asiatico era perché era morto di Covid-19. La signora ha giurato che era una macabra coincidenza il lancio dell'Urna stile impero asiatico con il dilagarsi dell'epidemia di Corona Virus.
Ho scelto l'urna Asiatica: 150 euro.
È assurda questa cosa che non gli possono fare il funerale. Cosa ne faccio io delle ceneri? Non so, forse si aspettano che faccia qualche rituale religioso, sacro? Qua a casa il telefono squilla di continuo e io mi ritrovo a parlare con grandi musicisti, ammiratori e soprattutto tante ammiratrici che non ho idea chi siano.
Ho scelto l'urna Asiatica: 150 euro. — Sofia, giorno 1
So, jetz isch guet! È morta la prima persona in Svizzera. Questo virus è come la pastasciutta: l'hanno inventata i cinesi e poi la propagano gli italiani. Sono stato fermo già da troppo tempo, ma adesso non mi si ferma più.
Devo alzarmi. Devo uscire. Devo vedere con i miei occhi cosa sta accadendo. Devo capire le ragioni. Devo entrare negli ospedali, devo vedere con i miei propri occhi, devo vedere i malati di quel COVID-19.
Sono stato fermo per troppo tempo. Tutti questi anni senza fare una mossa importante. La pensione mi ha fatto ingrassare. Ma non sono quello che gli altri credono che sia. Sono comunque Traugott. Ja, Traugott, DER Traugott.
Da domani: niente più vino. Mangiare metà dei pasti. Devo ritirare fuori la bicicletta. La metto in sala. Un'ora ogni giorno. Devo essere forte per poter combattere, per potermi difendere.
Adesso a letto. No. Non me la rubate. Appartiene a me, la mia vita. Se non ho più quella, cosa mi rimane? — Traugott, giorno 1
Quaranta giorni × quattro voci: il romanzo alterna i diari di Michele, Giorgia, Sofia e Traugott, uno al giorno, per l'intera durata del confinamento. Ogni giorno un capitolo intitolato (Il Castello dell'Innominato, Il quaderno giallo, Ouverture, Neandertal, Sono comunque Traugott...) dove la voce del personaggio di turno prende la parola. I quattro mondi non si incontrano mai, ma si contaminano: lo stesso giorno di calendario, la stessa notizia al telegiornale, lo stesso silenzio delle strade.
Il ritmo del romanzo segue quello reale della quarantena italiana e svizzera del 2020: la chiusura dei teatri, il primo morto in Ticino, le tende verde bottiglia dei Lazzareschi, l'urna asiatica, la bicicletta di Traugott, la bambola di Gustavo.
Settembre 2024. Con Patrizia Barbuiani, Markus Zohner ed Edy Ceppi. Modera Stefano Vassere, direttore delle Biblioteche cantonali.
Durante i quaranta giorni del progetto online del 2020, lettori ci scrivevano ogni giorno dalla Svizzera, dall'Italia, dalla Turchia, dall'Argentina, persino dalla Tasmania. Alcuni dei loro messaggi, raccolti anche in appendice al libro.
WOW! Ho letto tutto di tutti! Mi sento come un biscotto al burro immerso nel latte alle mandorle caldo. È tutto così affascinante ed è stato un viaggio bellissimo nel passato, e nel presente di ognuno di loro, e anche nel mio.
Elisabeth McCretonRoma
Grazie per permettermi di andare a teatro ogni giorno!
Luana Papagno
Ogni mattina da 15 giorni bevo il caffè e seguo le vostre storie. Sono intime e intriganti, e vi trovo un che di universale. È strano come questa presenza quotidiana crei un legame familiare.
Daniela M.
Dopo una prima reazione di avversione al nome Totentanz, dopo Pasqua ho cominciato a entrare nell'intimità delle case e del cuore di questi personaggi. Siete davvero capaci ad estrarre un succo di vera umanità.
Tiziana Zurini-Foletta
Siete parte della mia giornata… alle tre pomeridiane, ora della Tasmania, controllo che mi siano arrivati i vostri racconti odierni.
AdrianaTasmania
Tutti i personaggi, in momenti diversi, toccano frammenti del mio vissuto e quando arrivano là dove la ferita non è ancora del tutto rimarginata, scorrono le lacrime. Le lascio venire. Le sento come un dono.
Daniela M.
Cool that you engage and work so hard: what else! Keep going. Enjoying your quarantene! All best wishes.
Angela Lynvia Instagram
Leggo ogni giorno con entusiasmo il lavoro che fai. E lo aspetto con impazienza. Potrebbe essere un po' stancante per te, ma per me, per il pubblico, è fantastico. Il tuo impegno, la tua stanchezza, le tue notti insonni saranno ripagati.
Alida Istanbul (tradotto dal turco)
Da quando vi ho scoperti, al ventesimo giorno, vi seguo assiduamente ogni mattina. Riuscite a posticipare il caffè fumante della colazione.
Giuseppe
È stato bellissimo, ho ordinato il libro!
Cristina