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Italia e Ticino a confronto: l'adozione dell'IA tra ritardo e innovazione

L'Italia si colloca agli ultimi posti in Europa per l'adozione dell'Intelligenza Artificiale (19,9% vs media UE 32,7%), con un divario marcato tra giovani e adulti. Il Ticino, invece, supera la media svizzera (47%) grazie a una strategia cantonale che integra l'IA nella scuola, nelle PMI e nella formazione continua, puntando su competenze pratiche ed etica.

3 maggio 2026 · Adolfo Santoro · IT · 17 min di lettura

Italia e Ticino a confronto: l'adozione dell'IA tra ritardo e innovazione
L'Italia al 19,9%, il Ticino al 47%: il vantaggio nasce nelle aule che fanno dell'IA un esercizio di pensiero critico. Immagine: MZ/MJ, 2026

L’Italia si posiziona tra gli ultimi posti in Europa per l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale (IA) generativa, con una penetrazione del 19,9% della popolazione tra i 16 e i 74 anni nel 2025, rispetto a una media UE del 32,7%1. Nel quadro europeo, l’Italia precede soltanto Romania e Turchia. È un bene? È un male?

Mappa d’Europa con la quota di popolazione che ha utilizzato strumenti di IA negli ultimi tre mesi: Italia al 20%, Norvegia 56% (massimo), Romania 18% (minimo); Svizzera 47%, Germania 32%, Francia 38%.
Quota di popolazione che ha utilizzato strumenti di IA negli ultimi tre mesi, Q4 2025. Dati: Eurostat / IAB UK. Visualizzazione: Visual Capitalist / Voronoi.

L’uso è concentrato prevalentemente tra i giovani e gli adulti-giovani. Tuttavia, nella fascia 16-24 anni, solo il 47,2% utilizza strumenti IA, collocando l’Italia quasi all’ultimo posto in Europa per questa categoria2.

L’uso è direttamente correlato a un alto livello di istruzione. La tecnologia è utilizzata maggiormente da laureati e professionisti colletti-bianchi.

Le motivazioni all’uso dell’IA in Italia

Le ragioni che spingono all’adozione dell’IA in Italia comprendono:

Secondo i dati più recenti pubblicati da Eurostat, l’ufficio statistico dell’UE, l’Italia è penultima nella classifica europea per uso dell’IA tra i giovani: tra i 16 e i 24 anni solo il 47,2% dei giovani italiani l’ha utilizzata, contro una media europea del 63,8%. In cima alla classifica si trovano Grecia (83,5%), Estonia (82,8%) e Repubblica Ceca (78,5%), mentre subito sopra l’Italia figura la Polonia (49,3%)2.

Eurostat sottolinea che i giovani europei tendono a integrare strumenti di IA in diversi ambiti della vita quotidiana:

Questi dati mostrano come, in Europa, l’adozione dell’IA generativa sia spesso correlata all’età: i giovani risultano quasi due volte più propensi a usare queste tecnologie rispetto alla popolazione complessiva tra i 16 e i 74 anni.

Le cause del ritardo italiano

Le possibili cause del ritardo italiano riguardano:

Questi elementi, secondo alcuni analisti, rischiano di allargare il divario tecnologico tra l’Italia e gli altri paesi europei proprio in un momento storico in cui l’intelligenza artificiale sta trasformando settori chiave dell’economia e dell’istruzione. Con un’adozione di IA tra i giovani molto al di sotto della media UE, il Paese si trova di fronte alla sfida di rafforzare la formazione digitale e promuovere un uso consapevole e strategico delle tecnologie emergenti. La diffusione di competenze legate all’intelligenza artificiale non è solo un indicatore statistico, ma un fattore sempre più cruciale per la competitività e l’innovazione nel lungo periodo.

Il modello Ticino: adozione pervasiva e strategie formative

Mentre in Italia l’IA è spesso vista come un’opportunità di efficienza, specialmente per profili ad alta qualificazione, in Ticino l’adozione è più pervasiva e strutturata, con un forte focus sulla formazione scolastica e la competitività delle imprese locali. In Svizzera, l’IA sta vivendo un boom, con quasi la metà della popolazione (47%) che dichiara di utilizzare l’IA generativa, superando significativamente le medie europee3. L’uso è diffuso in tutte le fasce d’età, con forte adozione tra giovani in formazione e professionisti attivi.

Il DECS ticinese (Dipartimento educazione, cultura e sport) sta implementando una strategia per integrare l’IA nella scuola dell’obbligo e post-obbligatoria entro fine 2026, puntando su formazione docenti e pensiero critico4. Le motivazioni all’uso comprendono:

La strategia cantonale ticinese per l’IA

Il Governo ticinese, nel programma di legislatura 2023-2027, ha previsto l’obiettivo di elaborare una strategia cantonale per l’integrazione dell’IA nella formazione e nell’educazione, declinata per ogni settore scolastico. A questo scopo, nel 2024, il DECS ha costituito un gruppo di lavoro coordinato tramite il Centro di risorse didattiche e digitali (CERDD), coinvolgendo in una piattaforma di scambio, oltre ai portatori d’interesse scolastici della Divisione della scuola e della Divisione della formazione professionale, i principali interlocutori che in Ticino si occupano del tema dell’IA nell’ambito della formazione e dell’educazione. Tra questi:

Il gruppo di lavoro sta lavorando al fine di elaborare una strategia cantonale con i seguenti obiettivi principali:

Ambiti di intervento della strategia

Il gruppo sta lavorando in particolare su alcuni ambiti:


  1. ISTAT, Cittadini e ICT - Anno 2025, comunicato stampa e statistical report, 15 dicembre 2025, https://www.istat.it/comunicato-stampa/cittadini-e-ict-anno-2025/: nel 2025 il 19,9% delle persone di 16-74 anni residenti in Italia dichiara di aver utilizzato strumenti di IA generativa nei tre mesi precedenti l’indagine, contro una media UE del 32,7%; l’Italia risulta penultima nell’Unione, davanti alla sola Romania (17,8%). 

  2. Eurostat, 64% of 16-24-year-olds used AI in 2025, EDN news article, 10 febbraio 2026, https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/edn-20260210-1: nella fascia 16-24 anni la quota di utilizzatori di IA generativa è del 47,2% in Italia contro una media UE del 63,8%; ai vertici della classifica figurano Grecia (83,5%), Estonia (82,8%) e Cechia (78,5%), all’ultimo posto Romania (44,1%) e subito sopra l’Italia la Polonia (49,3%); per i giovani europei, l’IA è impiegata per finalità formative dal 39,3% (contro il 9,4% della popolazione 16-74), per usi privati dal 44,2% (contro il 25,1%) e per scopi professionali dal 15,8% (contro il 15,1%). 

  3. Ufficio federale di statistica (UST), Usi dell’IA generativa da parte della popolazione nel 2025, comunicato stampa e tabelle dell’indagine Omnibus 2025 sull’utilizzo di Internet, dicembre 2025, https://www.bfs.admin.ch/bfs/it/home.gnpdetail.2026-0643.html: a tre anni dalla diffusione su Internet, il 47% della popolazione residente in Svizzera (3.000 intervistati di età 15-88 anni) dichiara di utilizzare l’IA generativa, con un tasso del 90,1% nella fascia 18-35 anni e dell’82,5% tra le persone con istruzione terziaria; nel confronto europeo la Svizzera si colloca al terzo posto, dopo Norvegia e Danimarca. 

  4. Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), Repubblica e Cantone Ticino, Intelligenza artificiale e educazione, scheda istituzionale del Centro di risorse didattiche e digitali (CERDD), https://www4.ti.ch/decs/cosa-facciamo/intelligenza-artificiale-e-educazione: il Governo ticinese, nel programma di legislatura 2023-2027, fissa l’obiettivo di una strategia cantonale per l’integrazione dell’IA nella formazione; nel 2024 il DECS istituisce un gruppo di lavoro coordinato dal CERDD, con la partecipazione di SUPSI, Dipartimento formazione e apprendimento/Alta scuola pedagogica (DFA/ASP), Scuola universitaria federale per la formazione professionale (SUFFP) e Istituto Dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale (IDSIA, USI-SUPSI), con l’obiettivo di elaborare la strategia entro la fine del 2026. Cfr. anche laRegione, 30 maggio 2025, https://www.laregione.ch/cantone/ticino/1888193/ia-gruppo-lavoro-strategia-parenti-intelligenza-decs. 


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Domande?

Quali sono le principali cause del ritardo italiano nell’adozione dell’IA?

Il ritardo italiano nell’adozione dell’IA è attribuibile a diversi fattori: livelli di alfabetizzazione digitale non omogenei sul territorio, scarsa integrazione degli strumenti di IA nei percorsi didattici scolastici e universitari, e una diffusione limitata di competenze specifiche. Questi elementi contribuiscono a un divario tecnologico che rischia di penalizzare la competitività del Paese nel lungo periodo.

In che modo il Ticino sta integrando l’IA nella formazione scolastica?

Il Ticino ha avviato una strategia cantonale per integrare l’IA nella scuola dell’obbligo e post-obbligatoria entro il 2026. Il DECS ha costituito un gruppo di lavoro che coinvolge istituzioni come la SUPSI e l’Istituto Dalle Molle, con l’obiettivo di formare docenti e allievi, sviluppare raccomandazioni didattiche e promuovere un uso etico e consapevole delle tecnologie intelligenti.

Quali sono i settori in cui i giovani europei utilizzano maggiormente l’IA?

Secondo Eurostat, i giovani europei integrano l’IA principalmente in tre ambiti: l’istruzione (39,3% per fini scolastici o di apprendimento), l’uso privato (44,2% per scopi personali) e l’uso professionale (15,8%, simile alla popolazione adulta). Questi dati evidenziano come l’IA sia diventata uno strumento trasversale nella vita quotidiana dei giovani.

Perché l’adozione dell’IA è cruciale per la competitività economica?

L’adozione dell’IA è cruciale perché trasforma settori chiave dell’economia e dell’istruzione, migliorando l’efficienza, la produttività e la capacità di innovazione. Paesi con un’adozione avanzata dell’IA, come Estonia e Grecia, dimostrano come queste tecnologie possano ridurre i divari e favorire la crescita economica, rendendo la formazione digitale una priorità strategica.

Note

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