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Karlene Lyons-Ruth e il maltrattamento materno-infantile

Nello psicodramma emergono quegli elementi che fanno parte della comunicazione implicita, non-verbale, che caratterizza i primi due anni di vita, ma che accompagna il genitore/caregiver per il reso della sua vita, a meno di sue crisi che evolvano verso una consapevolezza adulta.

29 giugno 2024 · Adolfo Santoro · IT · 5 min di lettura

Karlene Lyons-Ruth e il maltrattamento materno-infantile
Photo: University of Scotland / License: Public domain

Di Adolfo Santoro

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I tassi di prevalenza mondiale del maltrattamento sui minori variano tra il 12% e il 36%. Il maltrattamento infantile ha spesso effetti profondi e duraturi sul benessere fisico, sociale ed emotivo.

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Il maltrattamento materno-infantile, in particolare, è associato a una genitorialità problematica che può contribuire alla trasmissione intergenerazionale di esiti sanitari e sociali negativi, man mano che gli adulti maltrattati diventano genitori. Ad esempio, una recente meta-analisi indica che i genitori che hanno subito maltrattamenti durante la propria infanzia hanno maggiori probabilità di maltrattare i propri figli. Anche i figli di genitori con una storia di maltrattamenti infantili corrono un rischio maggiore di problemi emotivi e comportamentali.

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Karlene Lyons-Ruth ha elaborato un sistema di valutazione del maltrattamento di una madre verso un bambino da 0 a 2 anni: l’Atipic Maternal Behavior Inventory for Assessment and Classification (AMBIANCE). L’AMBIANCE comprende cinque dimensioni ed un sistema di punteggio da 0 a 7, che permette di collocare la comunicazione della diade madre/bambino – e, in senso più lato, caregiver-bambino - in una scala che va dall’assenza di comportamenti di maltrattamento al maltrattamento grave.

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Dimensione 1: Errori di comunicazione affettiva

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Dimensione 2: Confusione di Ruoli e Confini

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Dimensione 3: Paura/Disorientamento

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Dimensione 4: Invadenza/Negatività

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Dimensione 5: Comportamento di distanziamento

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L’AMBIANCE è uno strumento ampiamente utilizzato nella ricerca clinica, ma, nella mia pratica psicoterapica, fornisce a me e all’altro utilissimi spunti di riflessione sia nella psicoterapia individuale, sia nella psicoterapia di gruppo-psicodramma, che, a mio avviso, dovrebbe sempre essere un completamento della psicoterapia individuale. Nello psicodramma emergono, infatti, quegli elementi che fanno parte della comunicazione implicita, non-verbale, che caratterizza i primi due anni di vita, ma che accompagna il genitore/caregiver per il reso della sua vita, a meno di sue crisi che evolvano verso una consapevolezza adulta.

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Vivo all’Elba ed ho lavorato per più di 40 anni come psichiatra; dal 1991 al 2017 sono stato primario e dirigente di secondo livello. Continuo a ricevere persone in crisi alla ricerca della propria autenticità.
Ho tenuto numerosi gruppi e ho preso in carico individualmente e con la famiglia persone anche con problematiche psicosomatiche (cancro, malattie autoimmuni, allergie, cefalee, ipertensione arteriosa, fibromialgia) o con problematiche nevrotiche o psicotiche.
Da anni ascolto le persone in crisi gratuitamente perché ritengo che c’è un limite all’avidità.
Pace, Ecologia, Responsabilità, di Adolfo Santoromental healthScience
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