Cultura – Lugano

L’Universo raccontato al Longlake Festival

14.07.2015
Sette scienziati hanno conversato con Markus Zohner, ne “La creazione del Mondo”, sulla nascita del cosmo e sul cammino dell’uomo.

Markus Zohner e il fisico ticinese Stefano Alberti (foto da zohner.com)

Critica di Rodolfo Foglieni sul Giornale del Popolo del 14 luglio 2015

Nella torrida settimana scorsa, dentro all’afosa Darsena del Parco Ciani, s’è vissuta un’esperienza davvero irripetibile. Nell’ambito del Longlake Festival, sette incontri giornalieri, da programma forse l’evento più singolare ed esaltante dell’intera manifestazione, con astrofisici, fisici, e biologi, alla ricerca dell’origine fisico-intellettuale del tutto che c’era, che c‘è intorno a noi, e che ci sarà. Un ritorno al futuro attraverso il passato, misurato in termini di miliardi di anni, di milioni di chilometri e di masse immense, per scoprire l’origine dei mondi, la nascita della vita, il funzionamento del cosmo, le dinamiche del sistema solare, il fluttuare biologico del nostro pianeta.

Sotto il titolo La Creazione del Mondo, sette brillanti e coinvolgenti chiacchierate, condotte dal poliedrico attore, produttore, fotografo Markus Zohner, hanno fatto sfilare sotto i nostri occhi le devastanti geometrie del Big Bang, la scatenante esplosione della Luce, la vorace attrazione dei Buchi Neri, l’inarrestabile volubilità del Sole, la tormentata costruzione della Terra, lo stupefacente profilarsi della Vita, lo strutturarsi di un sistema di Pensiero.

Non sette conferenze, non sette relazioni, non sette informative dello stato dell’arte, ma sette incontri, dove Zohner immedesimandosi nel pubblico curioso, indossando i panni dell’interessato uomo della strada, interpretando il ruolo di chi si guarda intorno e vuole capire, ha stimolato l’arguta, intelligente, brillante loquacità dei setti scienziati, che, con parole semplici, con paziente espositiva, con dettagliata completezza, hanno svelato i segreti dell’Universo, hanno tracciato le dinamiche del divenire, hanno aperto spaziose finestre nell’indifferente membrana della quotidianità.

 Dall’infinitamente piccolo del batterio, all’infinitamente grande delle galassie, dalla visibilità delle stelle, all’invisibilità dell’idea, dalla certezza della formula matematica, alla precarietà dell’ipotesi, alla coraggiosa ignoranza del perché e del come, i sette hanno spiegato e hanno riflettuto, hanno risposto e si sono interrogati, si sono chinati sul risultato delle loro ricerche e hanno visualizzato il lungo cammino che rimane da compiere.

 Tredici miliardi e rotti di anni la formazione del Cosmo, quattro miliardi e mezzo dalla nascita del Sole, tre miliardi e mezzo l’età della vita sulla Terra, duecentomila anni che l’homo sapiens esiste e forse un miliardo ancora quel che gli rimane da vivere. Cifre vertiginose, prospettive da capogiro, coni d’osservazione in cui è facile perdersi, stupirsi, anche non credere.

È tutto scienza, ma non tutto è necessariamente verità. Cautela, scetticismo, perplessità e meraviglia, queste le reazioni più frequenti del pubblico, di fronte a questo film di parole che avvilisce il sogno, smitizza la leggenda, incrina la filosofia, materializza il dubbio.

La fisica è l’espressione della Natura, è stato detto, la matematica è il linguaggio della fisica, la fantasia la compagna di viaggio inseparabile del ricercatore. Postulati, teoremi, simulazioni, per sistemare convenientemente nella mente umana le categorie meravigliose ed incommensurabili che sfidano la nostra capacità, umiliano la nostra presunzione.

 Dall’astrofisica extragalattica Marcella Carollo, che ci ha raccontato come fu l’inizio, al genetista Edoardo Boncinelli, che ha ipotizzato le origini del pensiero umano, dall’astrofisica spaziale Patrizia Caraveo, che ha vagato all’interno delle forme luminose, dalle Supernovae esplorate dal fisico Giancarlo Ghirlanda, al plasma materiale che sta fuori del nostro pianeta, descritto dal fisico Stefano Alberti, dalle pozze primordiali, visitate dal biologo Ernesto Di Mauro, alla prossima estinzione di massa, ipotizzata dal fisico Frank Raes, il numeroso ed attento pubblico s’è visto passare davanti tutta la storia di noi uomini moderni, attraverso i fenomeni che ci hanno preceduti – cenere di stelle, saremmo – e attraverso le dinamiche di oggi, che ci aiutano a non strisciare, ma che ci impediscono di volare.

 E dov’è Dio, in tutto questo? Nessuno ne ha direttamente parlato, nessuno l’ha negato, nessuno l’ha visto come autore. Sta alla coscienza ed alla Fede, se c’è, di ciascuno, di vederne l’intervento, di crederne la costante presenza accompagnatoria. Forse, lui è stato solo come il bambino che ha dato il calcio al primo sasso, e poi è partita la valanga.

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