Markus Zohner

Sono due anni che è in corso il progetto LA CREAZIONE DEL MONDO, rassegne di incontri con scienziati, artisti e personaggi della vita culturale, con „trasmissioni radio“ e creazioni teatrali.

La Creazione del Mondo: un progetto poetico.

La storia

LA CREAZIONE DEL MONDO è un progetto poetico, iniziato due anni fa. Rappresenta l’inizio di un tentativo di raccontare la storia, la più grande di tutte, quella della Creazione del Mondo nel senso fisico e naturale. Una storia lunghissima che ha visto il suo Grande Inizio 13,7 miliardi di anni fa e che ci ha portati fino ad oggi, fino all’Uomo che ha conquistato questa Terra e che non solo la sta popolando, ma la sta anche sfruttando, spremendo, distruggendo; un Uomo che è pieno di pensieri grandi e piccoli, pieno di paura, di invidia, di magnanimità, di credo giusti e sbagliati, di amore e di desideri, e che continua a fare guerra ai suoi vicini.

Entità

Alla fine, solo la poesia è in grado di esprimere non solo le leggi naturali, gli eventi e le loro ragioni, ma anche il loro impatto sull’anima umana. Per millenni la soluzione dell’uomo è stata di delegare la storia della Creazione del Mondo a delle entità nate dalla fantasia umana. Soluzione intelligente, poiché, attraverso queste entità, gli eventi avevano delle ragioni e  tutto aveva un senso, un significato.

Scoprire le nuove ragioni significa abbandonare quelle preesistenti. Un fulmine non cade più perché lanciato da Zeus, ma per le scariche elettriche di alta tensione. Sappiamo che la morte di un uomo può avvenire per mille ragioni, tranne per quella della “volontà di Dio”.

Il senso

Più aumenta la nostra consapevolezza verso i fenomeni che ci hanno portati al punto nel quale siamo, meno abbiamo bisogno di esseri creati dalla nostra fantasia per spiegarci il nostro passato e quello che ci circonda. Però, perdendo le entità immaginarie, perdiamo anche il senso che loro ci hanno dato, o meglio: che noi, attraverso di loro ci siamo dati.

Perdendo il senso del tutto, perdiamo l’orientamento, ed è questo il momento in cui le strutture di potere subentrano, per riempirci con quello che loro dichiarano come senso per il tutto: le chiese continuano a declamare che il senso di tutto sia in un Dio – ma sappiamo che non è così. La politica, la finanza, la società declamano che il senso è nei soldi, nella bellezza, nella sicurezza e nell’AVS, ma sappiamo che non è così. I media declamano che il senso sta nella paura, nel consumo e nelle banalità , ma sappiamo che non è così.

Forse bisogna osare dire che un senso non c’è. Ovvero, che il senso è quello che noi diamo e che forse questo è il nostro compito più nobile: dare un nostro senso. Per poter fare ciò, è necessario sviluppare un linguaggio. Un linguaggio in libertà, un linguaggio va oltre i linguaggi scontati dei media, della politica, delle chiese, delle leggi.

Primo passo: cercare di capire, cercare di vedere, il più possibile. Farci raccontare come sono andate le cose, fino adesso. Non aver paura dell’assenza del senso. E poi inventarlo.

La Creazione del Mondo: un progetto poetico.