Perdere la testa e dar corpo a una nuova identità: critica di AZIONE per RADIO FRANKENSTEIN

Perdere la testa e dar corpo a una nuova identità

In scena il nuovo progetto teatrale dell’attore e regista svizzero indaga sulle implicazioni etiche legate ai futuri sviluppi della medicina
/ 18.09.2017
di Giorgio Thoeni

Con il recente debutto al Teatro Foce di Lugano di Radio Frankenstein, la vena creativa di Markus Zohner questa volta è al passo con i tempi e coglie spunto dalla stretta attualità per farci riflettere su un tema che si colloca perfettamente sulla scia del ciclo di approfondimenti «sulle origini del tutto» che il regista e attore da tempo realizza con interviste a tutto campo per la sua Radio Petruska destinata ad ascolti in podcast. L’attualità è quella legata al progetto di Sergio Canavero, il neurochirurgo italiano che vorrebbe trapiantare la testa di un paziente sul corpo di un uomo deceduto per morte cerebrale.

La notizia, che ha il sapore del paradosso, era stata data nel 2015 ma dopo aver fatto il giro del mondo sta ancora facendo discutere la scienza e l’etica soprattutto dopo che sappiamo che l’intervento, battezzato «Heaven» (paradiso), verrà realizzato entro la fine dell’anno in Cina. La nazione ospite sembra infatti aver garantito il suo finanziamento dichiarandosi disponibile a quella delicatissima e costosa operazione (11 milioni di euro, 36 ore di intervento e un’équipe di 150 medici) che, secondo il neurochirurgo, rappresenterebbe il primo passo verso l’immortalità. Una certezza conquistata dopo aver già eseguito il trapianto su nove topi.

Il dibattito che il progetto ha generato, soprattutto sul piano etico e morale, è spesso sfociato in polemiche ma soprattutto ha suggerito un paragone con l’esperimento del dottor Victor Frankenstein, il moderno Prometeo nato dalla fantasia letteraria di Mary Shelley ha ispirato la versione teatrale di Zohner che ha messo in scena con la sua compagnia una sorta di quarta parete subliminale fra pubblico presente in «numerus clausus», una sala operatoria e uno studio radiofonico. Il pubblico viene dapprima invitato a riempire un formulario anonimo rispondendo a domande sul valore del proprio corpo in relazione ai sentimenti, a risvolti venali, al senso del sacrificio. Gli spettatori vengono poi accolti in video da un’empatica operatrice e successivamente prendono posto su sedie allineate sul palcoscenico. Di fronte a loro due speaker enunciano la filosofia di «Radio Frankenstein», «la radio che ti fa essere ciò che sei». I due sono anche i chirurghi alle prese con un’anamnesi sdoppiata fra pubblico e vittima sacrificale, contrario a cedere la testa all’infelice proprietario di un corpo deforme. Andrà verso una nuova identità. E che cosa ci fa essere ciò che siamo? Siamo esseri umani perché abbiamo un cuore e un cervello?

Giocato sulle corde di una fredda ironia, in poco più di un’ora il copione immaginato da Zohner ci smonta i meccanismi di una verità annunciata che entra nel labirinto di un paradosso dove arte e scienza giocano a rimpiattino su qualcosa che, probabilmente, rischia di accadere davvero. Sono bravi tutti. Da Zohner nelle vesti di autore e regista a tutti gli interpreti: Patrizia Barbuiani, Santiago Bello, Luca Domas, Alessandra Francolini, Igor Mamlenkov, David Matthäus Zurbuchen con il designer Sandro Pianetti.

 

RADIO FRANKENSTEIN: New performance by Markus Zohner Arts Company from Markus Zohner on Vimeo.

 

ADESSO ONLINE IL NUOVO PODCAST: Markus Zohner incontra Romolo Nottaris | Z>ACT 2017 | LA CRERAZIONE DEL MONDO 17-23 luglio 2017 | LA STIRATRICE di Patrizia Barbuiani |

 

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Lugano, 30 aprile  2017
 

Markus Zohner Arts Company Homepage                                              RADIO PETRUSKA HOMEPAGE
SE LA MONTAGNA NON VA A MAOMETTO… MARKUS ZOHNER INCONTRA ROMOLO NOTTARIS, ALPINISTA.

È ONLINE IL NUOVO PODCAST DELLA SERIE

ARTE | SCIENZA | VITA:

 

SE LA MONTAGNA NON VA A MAOMETTO… 

MARKUS ZOHNER INCONTRA ROMOLO NOTTARIS, ALPINISTA.

RADIO PETRUSKA, in collaborazione con la Città di Lugano, è felice di aprire le porte alle registrazioni radiofoniche di otto incontri di Markus Zohner con personaggi del mondo della scienza, dell’arte e della vita culturale.

 

​Nella settima puntata della serie “La Creazione del Mondo Arte | Scienza | Vita”, registrata il 1° febbraio 2016 a Lugano, si parla della necessità di partire. Di vedere, di capire, di respirare. La ricerca dei limiti del mondo. Che sono i nostri limiti.

 

La conquista. La perdita.

Paiono ferme eppur si muovono.

Delimitano per essere superate.

Oltre un limite un altro limite.

Cosa c’è oltre la vetta?

È vero che il segreto degli Dei viene sussurrato in cima alle montagna?

Esiste l’uomo delle nevi?

 

Dal Ticino all’Himalaya e al resto del mondo creando un nuovo approccio di viaggio, di sfida sportiva, di stile di vita.

Un nomade in continuo cammino nelle zone più disparate del continente, laddove vi sono montagne da esplorare e vivificare.

La partenza. L’ignoto. La scoperta del mondo. La libertà. Cercare per trovare per cercare per trovare per cercare per cercare.

 

Ascolta adesso comodamente sull’APP gratuita di RADIO PETRUSKA. Tutte le info QUI

Aperte le iscrizioni: LA CREATIVITÀ DELL’ATTIMO – CORSO INTENSIVO CON MARKUS ZOHNER Z>ACT 2017 dal 24-28 luglio 2017 a Lugano

ANNIVERSARIO 2017: 30 ANNI MARKUS ZOHNER ARTS COMPANY

Aperte le iscrizioni:

LA CREATIVITÀ DELL’ATTIMO – CORSO INTENSIVO CON MARKUS ZOHNER

Z>ACT 2017 dal 24-28 luglio 2017 a Lugano

RICERCA DELLA PROPRIA CREATIVITÀ, SUL LINGUAGGIO DEL CORPO E LA COMUNICAZIONE, CON MARKUS ZOHNER

 

Questo corso è adatto a tutte le persone interessate al teatro, principianti e non che svolgono qualsiasi professione e si basa sulla ricerca della propria creatività, sul linguaggio del corpo e la comunicazione.

Ogni partecipante svilupperà attraverso la tecnica dell’improvvisazione teatrale e il movimento corporeo una base e una comprensione del lavoro dell’attore.

Attraverso esercizi pratici di concentrazione, ritmo, abilità, percezione del tempo e dello spazio si raggiunge una maggiore padronanza del proprio corpo e della propria presenza individuale che verranno guidate in improvvisazioni individuali, a due o tre persone, a gruppi.

Partendo dal puro e semplice movimento, dalla ricerca di uno stato espressivo e passando poi alla parola si svilupperanno personaggi che daranno vita a storie drammatiche, comiche, assurde.

Informazioni e iscrizione

SAVE THE DATE: Sette nuovi incontri LA CREAZIONE DEL MONDO al Longlake Festival Lugano: 17 - 23 luglio 2017
ANNIVERSARIO 2017: 30 ANNI MARKUS ZOHNER ARTS COMPANY
SAVE THE DATE: Sette nuovi incontri LA CREAZIONE DEL MONDO al Longlake Festival Lugano: 17 – 23 luglio 2017

Dopo il racconto della storia Dal Big Bang al Pensiero Umano nel 2015 e la serie della scorsa estate L’EVOLUZIONE DELL’UOMO, anche quest’anno la Markus Zohner Arts Company prosegue il suo progetto teatrale e culturale pluriennale in un nuovo ciclo di sette incontri LA CREAZIONE DEL MONDO.

Sognare di raccontare la storia più grandiosa. Immergersi in mari di domande, le cui risposte generano altri mari. Cercare di capire, di vedere, di afferrare, di intuire. Il desiderio di captare delle idee, di intravedere delle risposte, di scoprire delle tracce.
La speranza di illuminare, con queste nostre minuscole torce di pensiero e fantasia, l’infinità di quello che c’è stato, dei fenomeni che hanno fatto nascere il mondo, i continui sviluppi che ci hanno portato ad oggi, al qui e ora, a questo punto d’incrocio fra passato e futuro. A questo meraviglioso momento che ci permette di pensare, di discutere, di riflettere.
„La stiratrice“, il nuovo romanzo di Patrizia Barbuiani
„La stiratrice“, disponibile il romanzo di Patrizia Barbuiani

L’incontro fatale fra uno scrittore famoso in piena crisi artistica e una donna enigmatica fa da sfondo a un intreccio singolare, in cui si incastrano, come scatole cinesi, racconti, pensieri, intuizioni, folgorazioni.
Il fascino sensuale della stiratrice, le sue splendide mani affusolate ed eburnee, la sua personale visione della vita, il mistero delle sue scelte anomale conquistano l’artista che rimane invischiato in una morbosa curiosità.
Mentre la donna rifugge le sue attenzioni galanti per ragioni segrete, lo scrittore attraverso quell’incontro passionale ritrova l’ispirazione per creare un nuovo romanzo.
Una trama sorprendente che tocca con vibranti toni poetici e ironica osservazione temi delicati quali l‘amore, la creazione, l‘ispirazione, la morte. Una storia sulla vita, accattivante, intelligente, dolce, provocante. Un romanzo meraviglioso.” Prof. Rodolfo Bianchi
 
Il libro può essere ordinato via email e viene inviato senza spese di spedizione: info@fizzo.ch

 

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LA PAROLA – IMMAGINAZIONE TEATRALE. MARKUS ZOHNER INCONTRA JEAN-MARTIN ROY, MAESTRO DI CREAZIONE TEATRALE.

LA PAROLA – IMMAGINAZIONE TEATRALE. 

MARKUS ZOHNER INCONTRA JEAN-MARTIN ROY, MAESTRO DI CREAZIONE TEATRALE. 

Incontrare Jean-Martin Roy è incontrare uno dei miei maestri più importanti.
Il suo insegnameno, in un momento cruciale della mia vita, mi ha aperto le porte al mondo infinitamente ricco della creazione teatrale.
La nascita della parola dal corpo e dalla voce, gli stretti legami fra immaginazione e espressione, le connessioni fra immaginazione, immagine, sentimento, suono e parola.
E la verità, la sua verità, la verità della persona, del personaggio. E la verità dell’attimo.
Che felicità, dopo tanti anni di lavori teatrali in tutto il mondo, re-incontrare Jean-Martin Roy, e immergermi, insieme a lui, in un mondo di pensieri sul teatro, sulla creazione, sulla fantasia, sulla parola, sull’uomo.
Ascolta subito!

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La rivoluzione radiofonica in Ticino è iniziata: RADIO PETRUSKA, il primo podcast culturale indipendente della Svizzera Italiana arriva nelle tasche dei Ticinesi: scaricando la nuovissima APP di RADIO PETRUSKA sul tuo telefonino hai il ricevitore radiofonico del futuro sempre con te.
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CREARE UN MONDO DI TEATRO IN TICINO. MARKUS ZOHNER INCONTRA VANIA LURASCHI, ORGANIZZATRICE DI TEATRO.

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ARTE | SCIENZA | VITA:

 

MICROSCOPIO SULLA POVERTÀ IN TICINO. MARKUS ZOHNER INCONTRA FRA MARTINO DOTTA, FRATE CAPPUCCINO

Povertà. In Svizzera. In Ticino. A Lugano.

Come nasce la povertà in un paese dei più ricchi del mondo? Esiste un mondo parallelo in Ticino, una società invisibile, uno strato di poveri? Ci sono persone che fanno la fame? Cosa sono le ragioni per la povertà, e quali possono essere i rimedi?

 

Tavolino apparecchiati! E d’incanto la tavola si imbandì di ogni prelibatezza. Ai tempi dei fratelli Grimm si faceva così, oggi ci pensa un frate cappuccino a sfamare i poveri del Ticino con il suo Tavolino Magico. Fra Martino Dotta ha creato un mondo alimentare e di solidarietà che si è diramato in tutto il Cantone.

 

Markus Zohner incontra un uomo di fede e di terrena autenticità.

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© 2017 Markus Zohner Arts Company / RADIO PETRUSKA, Lugano

 

La Creazione del Mondo: un progetto poetico.

Markus Zohner

Sono due anni che è in corso il progetto LA CREAZIONE DEL MONDO, rassegne di incontri con scienziati, artisti e personaggi della vita culturale, con „trasmissioni radio“ e creazioni teatrali.

La Creazione del Mondo: un progetto poetico.

La storia

LA CREAZIONE DEL MONDO è un progetto poetico, iniziato due anni fa. Rappresenta l’inizio di un tentativo di raccontare la storia, la più grande di tutte, quella della Creazione del Mondo nel senso fisico e naturale. Una storia lunghissima che ha visto il suo Grande Inizio 13,7 miliardi di anni fa e che ci ha portati fino ad oggi, fino all’Uomo che ha conquistato questa Terra e che non solo la sta popolando, ma la sta anche sfruttando, spremendo, distruggendo; un Uomo che è pieno di pensieri grandi e piccoli, pieno di paura, di invidia, di magnanimità, di credo giusti e sbagliati, di amore e di desideri, e che continua a fare guerra ai suoi vicini.

Entità

Alla fine, solo la poesia è in grado di esprimere non solo le leggi naturali, gli eventi e le loro ragioni, ma anche il loro impatto sull’anima umana. Per millenni la soluzione dell’uomo è stata di delegare la storia della Creazione del Mondo a delle entità nate dalla fantasia umana. Soluzione intelligente, poiché, attraverso queste entità, gli eventi avevano delle ragioni e  tutto aveva un senso, un significato.

Scoprire le nuove ragioni significa abbandonare quelle preesistenti. Un fulmine non cade più perché lanciato da Zeus, ma per le scariche elettriche di alta tensione. Sappiamo che la morte di un uomo può avvenire per mille ragioni, tranne per quella della “volontà di Dio”.

Il senso

Più aumenta la nostra consapevolezza verso i fenomeni che ci hanno portati al punto nel quale siamo, meno abbiamo bisogno di esseri creati dalla nostra fantasia per spiegarci il nostro passato e quello che ci circonda. Però, perdendo le entità immaginarie, perdiamo anche il senso che loro ci hanno dato, o meglio: che noi, attraverso di loro ci siamo dati.

Perdendo il senso del tutto, perdiamo l’orientamento, ed è questo il momento in cui le strutture di potere subentrano, per riempirci con quello che loro dichiarano come senso per il tutto: le chiese continuano a declamare che il senso di tutto sia in un Dio – ma sappiamo che non è così. La politica, la finanza, la società declamano che il senso è nei soldi, nella bellezza, nella sicurezza e nell’AVS, ma sappiamo che non è così. I media declamano che il senso sta nella paura, nel consumo e nelle banalità , ma sappiamo che non è così.

Forse bisogna osare dire che un senso non c’è. Ovvero, che il senso è quello che noi diamo e che forse questo è il nostro compito più nobile: dare un nostro senso. Per poter fare ciò, è necessario sviluppare un linguaggio. Un linguaggio in libertà, un linguaggio va oltre i linguaggi scontati dei media, della politica, delle chiese, delle leggi.

Primo passo: cercare di capire, cercare di vedere, il più possibile. Farci raccontare come sono andate le cose, fino adesso. Non aver paura dell’assenza del senso. E poi inventarlo.

La Creazione del Mondo: un progetto poetico.

Locandina CAPPUCCETTO INFRAROSSO Markus Zohner Arts Company A3

“Tavolozze teatrali in scena, fra happening e favole”

AZIONE, 29.03.2016

CULTURA E SPETTACOLI

Tavolozze teatrali in scena, fra happening e favole.

di Giorgio Thoeni

Nando Snozzi – un artista appassionato, dunque, che dialoga con i protagonisti della nostra scena regionale, che sa mettersi in relazione anche con i complessi progetti di Markus Zohner che per la rassegna «Home» al Teatro Foce di Lugano ha da poco presentato Cappuccetto infrarosso: una rete di sollecitazioni testuali e ipertestuali per uno spettacolo che, come scrive lo stesso Zohner, “non esisterà mai più”.

“La drammaturgia ci ha lasciati, è volata via, si è alzata ad altri livelli: dov’è la drammaturgia in ognuno di noi?”.
Un discorso prende le mosse dalla ben nota favola della bambina che attraversa il bosco per portare la merenda alla nonna, con tanto di lupo, cacciatore e lieto fine. Un classico della cultura popolare che da Perrault ai Grimm ha attraversato nei secoli le paure più intime e inconsce di ognuno di noi. La Markus Zohner Arts Company ha da qualche anno iniziato un percorso nuovo, originale. Abbandonando i paradigmi di una teatralità scontata, ha iniziato a «contaminare» con altri generi i suoi progetti.

Ecco allora che per il suo Cappuccetto Infrarosso chiama in campo l’intervento pittorico di Snozzi, la parola teatrale «calda» di Patrizia Barbuiani, quella più fredda e didascalica di Luca Massaroli, la lettura italo-tedesca di David Matthäus Zurbuchen, la dimensione recitativa appassionata di Luisella Sala e Alessandro Marchetti, la testimonianza di Roberta Nicolò. Ma anche la musica di Gabriele Marangoni (fisarmonica) composta per il violoncello di Lucia D’Anna e per le voci dei soprani Federica Napoletani e Ayumi Togo. Il tutto distribuito su un palco dove l’unica scenografia, oltre all’installazione pittorica, è rappresentata da una serie di tubi al neon sospesi.

Quella di Zohner è una dimensione teatrale dove la parola ha un peso sostanziale, dove l’intreccio discorsivo attraversa schemi narrativi che ammiccano all’avanguardia, al «nonsense», ma anche alla provocazione letteraria, alla critica sociale, ai riferimenti d’attualità (anche quella triste e tragica più recente), alla psicoanalisi e alle tecniche ipnotiche. Un discorso dal fascino molto letterario con qualche slancio teatrale che il pubblico ha saputo seguire e apprezzare applaudendo la numerosa compagine artistica schierata sul palco.

CAPPUCCETTO INFRAROSSO Markus Zohner Arts Company Photo Patrick Botticchio 1

Un ricco e coraggioso “Cappuccetto Infrarosso”

LA REGIONE, 21.03.2016

RASSEGNA HOME

Un ricco e coraggioso “Cappuccetto infrarosso”
di Giovanni Medolago

“La drammaturgia ci ha lasciati, è volata via, si è alzata ad altri livelli: dove è la drammaturgia nella vita di ognuno di noi?”, dice e si chiede Markus Zohner, il quale ha prodotto “Cappuccetto Infrarosso” con la sua Arts Company luganese. In effetti quello proposto nel weekend scorso allo studio Foce, nell’ambito della Rassegna Home, è uno spettacolo in piena libertà, composito, ricco (una dozzina gli interpreti) e anche coraggioso. 

Perché non era facile mixare la fiaba di Charles Perrault (“Le petit Chaperon rouge”, 1697) in coabitazione coi Fratelli Grimm (“Rotkäppchen”, 1857), con la cronaca anche recentissima – si citano le votazioni del 28 febbraio dello scorso anno.

Ci vuole un certo fegato anche per mettere alla gogna la mamma di Cappuccetto, degna d’essere accusata di abbandono di minore per aver mandato la figliola nel bosco buio senza uno straccio d’avvertimento sui pericoli che la visita alla nonna comporta. C’era un suo diabolico piano per liquidare in un sol colpo, non ci fosse stato quel ficcanaso d’un cacciatore!, mamma e figlia?

Agli attori e ai musicisti sulla scena si affiancano un lettore sistemato in platea, che si esprime in tedesco e in italiano e un anchorman che apre i suoi “TG” aggiornando gli spettatori circa l’universo nel quale si trovano catapultati (“Siamo in uno spazio senza tempo”).

Dallo speaker apprendiamo notizie curiose, vuoi inquietanti: la Smith&Wesson ha raddoppiato i propri ricavi dopo la strage di San Bernardino (California), compiuta da un killer/testimonial impugnando un’arma S&W uscita dalla loro fabbrica nel Connecticut; solo nel 2014 le vittime del terrorismo sono state 34mila, vale a dire dieci 11 settembre messi insieme.

Più vicino a noi, c’è stato chi ha scritto che la strage del novembre scorso a Parigi si deve alla dissolutezza che caratterizza la vita in Occidente: fin quando rigavamo dritti seguendo alla lettera – o quasi – il Vangelo, i musulmani ci rispettavano e solo quando la nostra fede ha ceduto il passo ai piaceri terreni siamo diventati un bersaglio! Rivelazioni che vengono accompagnate sia dai gorgheggi futuristici delle brave soprano (Federica Napoletani e Ayumi Togo) sia dalle note in piena libertà del fisarmonicista Gabriele Marangoni.

La scenografia è minimalista (una ventina di neon verticali a interrompere il nero importante), fatto salvo il gazebo dentro il quale Nando Snozzi disegna una serie di lupi. E sarà proprio il buon Nando a chiudere lo spettacolo irrompendo sulla scena con un tremendo urlo. Liberatorio?